
Non c'è un confine invalicabile tra noi e le cose, siamo nel centro delle cose che osserviamo e manipoliamo, chiamati in causa dal loro darsi alla nostra attenzione. Così come di un paese siamo il paesaggio, di un'immagine l'immaginario: siamo noi l'eccedenza di quanto sta di fronte, visibile, tangibile, dicibile.
Lungo questo crinale si "muove" la ricerca di Bianco-Valente, in un movimento che già contiene la dimensione utopica e dialogica della loro narrazione. Esplorare le connessioni profonde tra uomini e luoghi, tracciare le relazioni tra le identità, riposizionare lo sguardo rispetto all'ovvietà non-banale del quotidiano, sono strumenti di una metodologia di indagine radicalmente politica, etica, filosofica, laddove spesso è il linguaggio la sola sostanza in grado di conferire fisicità e forma al pensiero.
Quando a partire dal Breviario mediterraneo di Predrag Matvejevic gli artisti hanno elaborato una tavola panottica di tutte le sfumature d'azzurro che campeggiano nelle fotografie pubblicitarie del nostro mare risalendo ad un collage/campitura del fantastico e dell'illimitato (Breviario del Mediterraneo, 2018), Bianco-Valente hanno intrapreso una rotta cognitiva di grande intensità, spostandosi dalle immagini all'immagine, dall'enorme mutevolezza del dato naturale alla sua astrazione in forma di rappresentazione.

Un percorso non dissimile dal lavoro svolto negli anni passati sulle mappe (Terra di me, 2018; Illimite, 2014), sulle bandiere (Nuovi arrivi, nuove storie, 2015) oppure – in occasione della residenza-laboratorio di Polignano a Mare – sui pantoni cromatici.
Dall'incontro occasionale con gli abitanti e i turisti di una delle città più note della Puglia e del Mediterraneo, è emersa una collezione di colori capace di ridisegnare le proprietà essenziali di un paesaggio e del suo orizzonte, specie nella generosità di quell'Adriatico che si innerva nelle acque e nei cieli di Pino Pascali e Domenico Modugno, i due celebri artisti originari di Polignano, un luogo che si dà col suo colore, con la sua ampiezza di atmosfere e tinte. Ma ancora una volta è la prova del linguaggio ad aver reso plastica e concreta l'immaginazione.

Ogni persona intervistata è divenuta fonte della parola che descrive, indica, analizza e critica la città. Così, dalle numerose frasi emerse nel corso di lunghe conversazioni, ha preso piede una campagna di comunicazione condivisa, capace di ammiccare alla rapidità dei payoff pubblicitari ma, allo stesso tempo, sospendere l'ostentazione del messaggio, dell'impulso all'acquisto e del desiderio.

I poster di Bianco-Valente non vendono alcunché, non recano indirizzi e luoghi da sogno. Essi enunciano un panorama che non esiste se non nell'immaginazione di chi, leggendo e scivolando nel colore, genera da sé il proprio orizzonte, la propria terra, il proprio andare. Ecco come funziona l'immaginazione, così come la letteratura insegna e l'arte evoca: per mezzo di un pensiero che ricrea ogni volta nuovamente il mondo, a immagine e somiglianza di sé.
Vi è poi l'intervento ambientale realizzato sulla millenaria falesia di Lama Monachile, tra le "cartoline" più popolari d'Europa. Così come nell'esperienza del belvedere caprese di Punta Tragara (2015) e del porto di Acciaroli (2017), anche a Polignano gli artisti hanno tracciato, per mezzo di un'installazione luminosa, quella "linea di senso che altera la normale percezione", una vera e propria sovrascrittura del luogo e della sua abituale rappresentazione. A forma di tempo (2019), la frase emersa dalle conversazioni con i cittadini e impressa nella luce dell'installazione, ha la forza fossile di una storia millenaria e pure la fragilità immateriale di una luce evanescente.

È il tempo, nella doppia accezione cronologica e metereologica, a forgiare la superficie del mondo, a disporre con pazienza geologica i suoi sedimenti e la sua consunzione.
E quella scritta, posta laggiù dove gli occhi rintracciano lo sconfinato di un orizzonte mediterraneo, immediatamente restituisce indietro lo spazio in forma di tempo, in quella mutevolezza delle cose e dei paesaggi in cui siamo immersi, di cui siamo parte.