Antonello Tolve, La voce del silenzio, 2017
 

Come un gesto che vuole sottolineare l’importanza di riprendere in mano le redini del presente, una trama visiva o un segno luminoso sul tessuto urbano (da sempre luogo d’incontro e di passaggio cittadino), il nuovo progetto site-specific organizzato da Bianco-Valente per il PAC – Porto di Arte Contemporanea di Acciaroli, è azione temporanea d’arte contemporanea che colpisce direttamente al cuore del pubblico unendo la vita e l’immaginario in tutti gli aspetti dell’esistenza, fino a restituirci gli elementi più semplici – e in alcuni casi inesprimibili – delle relazioni umane.

Teatro di questa nuova avventura è la torre normanna di Acciaroli (detta di Cannicchio, dal signore del feudo), dove le luci lontane fan specchio il mare: e precisamente la parete che volge verso la piazza centrale adagiata sul manto tirrenico, accanto alla Chiesa della Santissima Annunziata. Sulla parete screpolata dal sole e dagli anni, la scritta al neon Summer is almost gone scintilla per farsi faro estivo, metafora di un ricercato e indispensabile ottimismo.

Il lavoro di Bianco-Valente esce ancora una volta dagli spazi chiusi e laccati della galleria o del museo tout court per immergersi nel quotidiano, fare i conti con le presenze, toccare con mano la voix du silence (Malraux), scommettere sulla capacità della specie umana di inventare e vivere nuove relazioni, di provare emozioni ancora sconosciute.

Il pubblico dell’opera è, in questo caso, quello distratto dal quotidiano, quello che esce di casa correndo per sbrigare le piccole faccende domestiche o quello che al pomeriggio e alla sera si riunisce in piazza per far festa. È un pubblico che cade piacevolmente sulle parole per ritrovare la vertigine della riflessione: perché un’opera di Bianco-Valente, che sia permanente o temporanea, è sempre una epifania, una traccia indelebile, un ricordo vivo e vivace. Quasi a indicare uno slogan vitale, Summer is almost gone è sinonimo eloquente di una diffusa sensazione di malessere che percorre da qualche tempo le correnti artistiche internazionali, spingendo gli artisti a cercare un più franco confronto con la realtà sociale e con le contraddizioni del presente. Ma è anche, e soprattutto, «un inno alla vita, un invito a godersi ogni momento della propria esistenza» (Bianco-Valente).

Con una essenzialità informazionale che va dritta ai problemi, alle questioni e alle necessità del pubblico quotidiano, questo nuovo progetto è, oggi, messaggio e massaggio che mira a risvegliare il grado di vitalità della società, momento di una esperienza comune, funzione mediatrice la cui plasticità interviene direttamente e efficacemente nella vita per generare una partecipazione attiva, ristabilire una comunione perduta, una fusione affettiva.

Queste quattro parole luminose scelte da Bianco-Valente sono, infatti, nel giallo tiepido della sera, visione poetica che raccoglie a sé una comunità, impegno che tira dentro la storia (quella di ogni singolo spettatore e quella della specie), abbozzo di un concetto capace di rivelarci tutto sulla nostra esistenza al mondo, visione evolutiva che si riallaccia alla chiarezza delle origini: e cioè di una vita che va vissuta, che va apprezzata perché preziosa, che va colta nella sua irresistibile e fragile fugacità.
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Tratto dal libro Porto d'arte contemporanea, tre anni di PAC 2015/16/17,
a cura di Massimo Sgroi, Multistampa srl, ottobre 2017

 
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