Bianco-Valente, Relational, a cura di Adriana Rispoli, Stazione ferroviaria di Napoli Mergellina
15 maggio - 30 giugno 2013_ Foto di Mexicophotographics

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Bianco-Valente, Relational, a cura di Adriana Rispoli, Stazione ferroviaria di Napoli Mergellina
15 maggio - 30 giugno 2013

La ricerca della connettività con l’altro, del dialogo prima di tutto percettivo tra gli individui è il leit motiv della mostra Relational che trova nella Stazione, luogo di attraversamento, di passaggio ma anche di incontro, lo spazio ideale per un’urgente analisi sulla società 2.0 in cui sempre  più distante e virtuale è diventato il rapporto interpersonale. Bianco-Valente mirano a ristabilire la forza dei legami offrendo una riflessione onirica sul tema dello scambio declinata attraverso due installazioni video Complementare e Altro spazio altro tempo e la monumentale installazione Relational.
Illimite, video creato ad hoc dagli artisti, si “insinua” in maniera “virale” nel quotidiano palinsesto pubblicitario degli schermi delle stazioni intromettendosi nelle dinamiche promozionali in maniera inaspettata e straniante diffondendo il messaggio della mostra su tutto il territorio nazionale.
Artificiale e naturale, micro e macro, reale e virtuale sono gli assi sui quale si sviluppa la ricerca di Bianco–Valente, uniti in un sodalizio personale e artistico dal 1994. La rappresentazione estetica dei processi cognitivi ed emotivi è stato sempre il filo conduttore dell’indagine degli artisti di cui l’immagine in movimento, unico strumento in grado di offrire un vero “viaggio” sinaptico, è divenuto di conseguenza il medium principale. Le atmosfere sinestetiche, create con colori lisergici e suoni minimali frutto di un’intima ricerca sulla percezione della realtà, ha ceduto via via il passo ad un’analisi dei rapporti che, da personali, si fanno universali, nella convinzione dell’assoluta necessità del dialogo con l’altro e dell’affermazione dell’individuo solo nella comunità. La comunicazione sia linguistico-verbale che percettivo-sensoriale tra le persone è divenuto l’oggetto di analisi di Bianco-Valente: dialoghi, ricordi, aspirazioni di intere comunità si intrecciano concettualmente prima e fisicamente poi nelle loro ultime istallazioni con un modus operandi sempre più vicino ad un’arte di tipo partecipativo in cui gli artisti “registrano” come termometri gli umori della società in cui interagiscono.

AR/ La “rete”, visibile ed invisibile, è divenuta un simbolo della vostra ricerca negli ultimi anni. Che si materializzi con grande impatto visivo su monumenti pubblici o crei intrecci di frasi e dialoghi in idiomi diversi sulle pareti di spazi espositivi, l’obiettivo in fondo è lo stesso: attribuire, restituire - anche visivamente - un valore ad un concetto fondamentalmente astratto come la relazione. E’così?

BV/ Ogni entità materiale o immateriale che si renda manifesta, tutto ciò che auto-organizzandosi riesce ad emergere dal mero rumore di fondo, entra in una relazione di interdipendenza con tutto il resto. Riusciamo a intuire l’esistenza di questi fili sottilissimi che legano le persone fra loro, che fanno sì che gli eventi accadano in un determinato modo, ma non siamo in grado di vederli. Partendo da queste riflessioni abbiamo dato vita ad una serie di opere nelle quali tentiamo di rendere visibili queste strutture connettive.



AR/
La ripetizione dell’installazione Relational che con cavi elettroluminescenti sottolinea ed ingabbia monumenti pubblici fa tornare in mente le operazioni di “impacchettamento” di Christo e Jeanne Claude in tutto il mondo. Erano quelle operazioni effimere il cui valore si poteva leggere nella volontà di “svelare nascondendo”. E la vostra?

BV/ La prima volta che abbiamo immaginato Relational sulla facciata della ex Biblioteca Provinciale di Potenza, per la mostra Arte in transito del 2009, il nostro intento era quello di reinserire nelle dinamiche architettoniche e sociali della città quell’edificio razionalista che, inspiegabilmente, a 30 anni dal terremoto del 1980, rimaneva ancora abbandonato e in attesa di restauro. Negli anni le persone avevano semplicemente smesso di percepire la sua presenza. La sera in cui abbiamo acceso la rete di cavo elettroluminescente per la prima volta abbiamo di colpo capito quanto fosse stimolante lavorare sulle architetture, aggiungendo nuovi piani di lettura alle facciate degli edifici. Relational sembrava sollevarsi dal suo supporto, diventando un elemento a sé stante, in grado di annullare le dinamiche architettoniche della facciata, modificando le relazioni e le prospettive degli spazi in cui era inserito l’edificio.



AR/
Una dualità ipnotica che si intreccia in una dimensione atemporale (Altro spazio altro tempo) e un rizomatico dipanarsi di legami verso l’esterno (Complementare). In questi video partite dal vostro legame personale per poi allargare lo sguardo, la riflessione, su ciò che è fuori dal vostro binomio così come in alcune installazioni partite da coordinate geografiche o celesti che vi appartengono per diramare una serie potenzialmente infinita di tracce, di connessioni. Possiamo leggere in questo un significato scientifico, una speculazione filosofica o tutte e due?

BV/ Ogni entità è in un rapporto insospettabilmente stretto con tutto il resto e ad ogni scelta che facciamo corrisponde una inevitabile ridefinizione di tutto ciò che abbiamo intorno. Dal punto di vista simbolico ed energetico sono due gli elementi principali in grado di deviare la linearità apparente del nostro percorso: i viaggi e le persone che incontriamo. Da queste considerazioni nascono le opere in cui si intrecciano legami e storie e le elaborazioni di mappe geografiche a cui tentiamo di aggiungere nuovi livelli di senso.

Bianco-Valente, Relational, curated by Adriana Rispoli, Napoli Mergellina Station, Napoli
may 15th - june 30 2013

The search for connection with the other and for a dialogue mainly perceptive among people is the leit motiv of the exhibit Relational which finds in the Station, emblematic place of travelers’ encounters as well as of crossing and transit, the ideal frame for an urgent analysis of 2.0 society where interpersonal relations have become more and more distant, almost virtual. Bianco-Valente’s goal is to restore the strength of relationships by offering an oneiric meditation on the theme of exchange through the video installations Complementare (Complementary) and Altro spazio altro tempo (Another place another time) and the monumental installation Relational.
Illimite
, a video work create for the occasion, “creeps” in a “viral” way into the daily advertising program schedule of the railway stations’ video like an estranging message unexpectedly interposing in the advertising dynamics.
Artificial and natural, micro and macro, real and virtual are the axes of Bianco-Valente’s research who have been linked together by an artistic and personal sodality since 1994. The aesthetic representation of the emotional and cognitive processes has always been the constant theme of their enquiry whose main tool is the image in motion, one and only instrument capable of creating a true synaptic “journey”. The sinaesthetic atmospheres, created with grayish colors and minimal sounds produced by an intimate research of reality perception, have slowly made way for an analysis of the relationships turning from personal into universal within the firm belief that dialogue is necessary and that the individual can establish himself only inside a community. Communication among people, either linguistic-verbal and perceptive-sensorial, has become the core of Bianco-Valente’s research : dialogues, memories, ambitions of entire communities interlace in their last installations, first of all conceptually and then physically, through a modus operandi getting closer to a kind of participatory art where the artists, as if they were thermometers, “record” the moods of the society they interact with.

AR/ Over the last years, the visible and invisible “web” has become the symbol of your research. When you come to think of it, the web has always the same aim, whether it produces a deep visual impact by appearing on public monuments or it weaves together sentences and dialogues in different idioms to be shown on the walls of expositive rooms : to assign and visually restore a value to a mainly abstract concept like the one of relationship. Is this correct ?

BV/ Every single material or immaterial entity showing itself as well as whatever makes its way out thru the mere background noise thanks to its own reorganization establishes a relation of interdependence with all the rest. We are able to perceive the existence of these very tenuous threads which link people together and get the events to happen in a specific way but we cannot see them. Starting from these considerations, we gave life to a series of works which try to make these connective structures visible.



AR/ The reoccurrence of the installation Relational, which emphasizes and encloses public monuments thru electroluminescent cables, reminds of the worldwide “wrapping” actions by Christo and Jean Claude. Theirs were ephemeral operations whose value could be found in the will of “disclosing by hiding”. What about yours ?

BV/ The first time we imagined Relational on the façade of the ex Provincial Library of Potenza was in 2009 for the exhibition Art in transit. Our purpose was to reinsert that rationalistic building, inexplicably abandoned and awaiting for restoration works since the earthquake in 1980, into the architectural and social dynamics of the city. Over the years, people simply gave up feeling its presence. The night we first lit up the web of electroluminescent cables, we suddenly understood how stirring it was to work with architectures by adding new reading levels to the buildings’ facades. Relational seemed to lift from its support and turn into a separate element able to cancel the architectural dynamics of the façade by modifying the links and perspectives of the spaces the building was part of.



AR
/ An hypnotic duality intertwining within a timeless dimension ( Another space another Time ) and rhizomatous unraveling of links towards the outside ( Complementary ). In these videos, you start from your personal relation in order to extend the view and observation off your binomial just like you do in some installations where a potentially endless series of signs and connections develop from your own geographical or celestial coordinates. Thus considered, can we perceive a scientific meaning other than a philosophical speculation ? Or can we find both

BV/ Every single entity is on unexpectedly strict terms with all the rest and to each choice we make it corresponds an inevitable redefinition of what surrounds us. From a symbolic and energetic view, there are two main elements diverting the apparent linearity of our course : journeys and people we meet with. These considerations gave birth to works twining bonds, stories and the elaboration of geographical maps with new standards of meaning we try to add to.

 
Articoli / Press

Le nostre reti? Analisi sulla società 2.0, di Massimo Mattioli, Artribune, 16 maggio 2013 (Link)
- Luminosità elettro-ipnotiche per passeggeri
, di Mario Franco, La Repubblica Napoli, 15 maggio 2013 (Link)
Relational, Bianco-Valente, di Giovanni Viceconte, Flash Art online, 15 maggio 2013 (Link
Luminosità elettro-ipnotiche per passeggeri, di Mario Franco, la Repubblica, 15 maggio 2013 (Pdf)
Bianco-Valente, la stazione ridisegnata con la luce, di Daniela Ricci, Il Mattino, 15 maggio 2013 (Pdf)
La stazione "ingabbiata", di Mirella Armiero, Corriere del Mezzogiorno, 14 maggio 2013 (Pdf)
 
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