Bianco-Valente: Slow Brain, 2001-2002, Galleria Antonella Nicola, Torino


Bianco-Valente, Slow Brain, 2001, Video.

Slow Brain, la prima mostra personale di Bianco-Valente a Torino, presso la Galleria Antonella Nicola, è incentrata sulle capacità che hanno alcune sostanze chimiche, assunte anche in quantità minime, di alterare il delicato equilibrio biochimicho della corteccia cerebrale, distorcendo così la percezione che abbiamo della realtà esterna e il modo in cui interagiamo con essa.
I lavori, legati tra loro da un continuo gioco di rimandi fra la relazione naturale-artificiale e la dualità corpo-mente, sono tutti frutto delle nostre più recenti sperimentazioni.
"Slow Brain", la videoproiezione da cui abbiamo tratto anche alcune immagini stampate su tela, che compongono un'installazione a parete, è l'elaborazione e la rappresentazione video dei risultati di un esperimento scientifico, che tende a stabilire, in persone che hanno assunto sostanze chimiche psicoattive, il tipo, la durata e l'intensità delle reazioni a degli stimoli esterni che queste sostanze determinano nelle diverse aree della corteccia cerebrale.
Il video "Altered State" è composto da alcune frasi tratte dai diari che il chimico svizzero Albert Hofmann ha tenuto nel 1943, quando, subito dopo aver scoperto fortuitamente l'LSD e le potenzialità che essa aveva di alterare le nostre strutture sensoriali, decise di sperimentare su se stesso gli effetti sconvolgenti che questa sostanza aveva sulla psiche, stilando un preciso resoconto della quantità di LSD assunta, della durata del suo effetto e delle distorsioni percettive che essa innescava.
Le pagine dei diari venivano redatte alla fine di ogni esperimento e Hofmann si sentiva frustrato di poter descrivere solo con le parole il mondo artificiale in cui era stato proiettato dalle alterazioni chimiche indotte dall'LSD sulla sua mente.
Abbiamo scelto di realizzare un lavoro su Hofmann e i suoi diari per la loro forte connotazione simbolica, si tratta infatti del primo essere umano venuto in contatto con una sostanza allucinogena di sintesi, ed è curioso notare come un uomo di scienza abbia usato delle frasi così poetiche per descrivere le sue esperienze in un mondo in cui niente era più certo e definibile.
Per l'installazione "Machine is dreaming", abbiamo messo a nudo un computer nella sua essenzialità, assemblando le schede elettroniche che lo compongono direttamente sul pavimento.
Alla macchina abbiamo dato un primo compito di generare un fruscio piatto (definito brown noise) per porla poi in uno stato di sospensione, sia fisica, perchè la scheda madre poggia su alcune compresse di sostanze psicoattive, sia "mentale", facendole eseguire un calcolo molto complesso, che non avrà mai fine, i cui risultati temporanei vengono usati per modulare il fruscio generato in precedenza.
Questo suono affascinante e apparentemente naturale, riprodotto da un altoparlante, viene percepito da chi ascolta come il rumore del mare, ma è in realtà un suono artificiale, il prodotto di un muto calcolo numerico che la macchina potrebbe continuare a generare all'infinito.


Bianco-Valente, Machine is Dreaming, 2001, installazione computer based.




Bianco-Valente, Slow Brain, 2001, Video, endless loop.




Bianco-Valente, Slow Brain, 2001, 4 plotter su tela, veduta dell'installazione.

Recensioni / Reviews
- Bianco-Valente, Slow Brain, di T. Conti, Tema Celeste, gennaio
- Bianco-Valente, Slow Brain, di D. Salani, Arte e Critica, gen/mar
- Bianco-Valente, Slow Brain, di M. C. Strati, Exibart 30 novembre 2001


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